Domani 19 e giovedì 20 aprile alle 20.45 il debutto nazionale di "Il viaggio di Enea"

Adattamento e regia di Emanuela Giordano, con Fausto Russo Alesi e Alessio Vassallo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prodotto dal Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano insieme al Teatro di Roma, debutta domani 19 aprile (replica il 20 aprile), alle 20.45,  Il viaggio di Enea, di Olivier Kemeid, la rivisitazione in chiave moderna del classico di Virgilio, dove il viaggio si trasforma in migrazione. Un evento speciale, per il Teatro: lo spettacolo, che dopo il debutto a Pordenone sarà in scena al Teatro Argentina di Roma dal 26 aprile al 7 maggio, ha anche un importante risvolto progettuale legato alle scuole: oltre 1200 studenti delle principali scuole medie e superiori del pordenonese da gennaio a oggi hanno preso parte ai laboratori didattici speciali organizzati dal Teatro  e tenuti dalla regista Emanuela Giordano. Regia, arti sceniche e recitazione sono stati gli argomenti trattati e particolare attenzione è stata poi posta allo specifico dello spettacolo, che andrà in scena per le scuole nelle mattine del 19 e 20 aprile, alle 10.

Dunque, dopo il viaggio di Ulisse in Odissea A/R messo in scena da Emma Dante, quello di Samia Yusuf in 32”.16 interpretato da Chiara Stoppa,  prosegue l’approfondimento della tematica del viaggio – legata ai fenomeni migratori che investono il nostro tempo - con la storia di Olivier Kemeid e della sua famiglia emigrata dall’Egitto al Canada con mille peregrinazioni e molteplici difficoltà alla perenne ricerca di un mondo migliore.Olivier Kemeid, oggi noto drammaturgo canadese, ha riconosciuto nel racconto di Virgilio la storia di suo padre, che è la storia dell’Uomo moderno in fuga dai disastri dell’esistenza. Dal latino al francese all’Italiano odierno il mito compie il suo viaggio di ritorno offrendo nuove riflessioni.  L’Enea di Virgilio supera le insidie del viaggio grazie alla divina materna benevolenza. L’Enea di Kemeid, che pure si rifà in tutto e per tutto al racconto virgiliano, non ha santi in paradiso ed è per questo più spaventato, più stanco e meno pio. Per una volta, l’esodo biblico che cambierà il volto dell’Europa viene raccontato da chi è costretto a partire, con un ironico capovolgimento dei ruoli in cui i neri sono al posto dei bianchi e viceversa. Non c’è enfasi, non c’è retorica e nemmeno vittimismo. C’è, in primo piano, solo la necessità di sopravvivere. Questo testo è una trama aperta, ed è grazie alle intelligenze degli attori che si costruisce in scena rendendo evidente il nesso tra il mito e la contemporaneità. E’ per questo che la regista Emanuela Giordano, autrice per il teatro e per la televisione di fama nazionale, ha affidato l’importante ruolo di Enea a un attore di grande spessore come Fausto Russo Alesi e quello di Acate, fedele compagno di Enea, ad Alessio Vassallo, noto al grande pubblico anche per aver interpretato Mimì Augello, vicecommissario nella fiction di rai Uno “Il giovane Montalbano”.

Bar aperto dalle 19 per il buffet pre-spettacolo.