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CRONACHE DEL BAMBINO ANATRA
progetto Gli imPERFETTI

prima nazionale


di Sonia Antinori

regia di Gigi Dall’Aglio

con Maria Ariis, Carla Manzon

coproduzione Associazione Malte e Teatro Verdi Pordenone


Oggi (18 ottobre) alle ore 13.30 diretta su RADIO RAI TRE Friuli Venezia Giulia per gli attori e autori dello spettacolo "Cronache del bambino anatra", incentrato sul tema della dislessia è prodotto dal Teatro Verdi di Pordenone e dall'Associazione Malte per il progetto "Gli imPERFETTI" sostenuto da Fondazione Crup.
La compagnia guidata dall'autrice Sonia Antinori, il regista Gigi Dall'Aglio e che vede in scena Carla Manzon e Maria Ariis sta provando in Teatro e viste le molte richieste di biglietti è stata aggiunta una recita il giorno del debutto. Pertanto la nuova produzione andrà in scena giovedì 20 ottobre alle 20.45 e venerdì 21 ottobre alle ore 18.00 e alle ore 20.45.


scarica qui il programma di sala



Palcoscenico

giovedì 20/10/2016
ore 20:45
Abbonamento: FUORI ABBONAMENTO

venerdì 21/10/2016
ore 18:00
Abbonamento: FUORI ABBONAMENTO

venerdì 21/10/2016
ore 20.45
Abbonamento: FUORI ABBONAMENTO

Vendita biglietti da:
lunedì 26/09/2016


La nostra società predilige la regola, non ama le imperfezioni. Fisiche, psichiche o caratteriali esse sollecitano il sospetto, in qualche caso il rifiuto. Si teme la differenza, quindi si evita di comprenderla. La vita degli imperfetti diviene solitaria, dolorosa, forse rancorosa. Eppure nessuno di noi è perfetto, e quella solitudine, quel dolore ci sono noti. Per questo abbiamo deciso di raccontarli, gli imperfetti, e a partire dall'età più bella, a volte disgraziatamente infelice: l'infanzia. Ci sono bambini diversi, per sensibilità o carattere, oppure per cause organiche, solo recentemente oggetto di una più ampia riflessione che, grazie all'impegno di studiosi, esperti e volontari, ha coinvolto la società civile a partire dal sistema sanitario e la scuola. Da qualche anno la nozione di DSA (disturbi specifici dell'apprendimento) ha sollevato da un giudizio di valore quei bambini che hanno difficoltà nel leggere, scrivere, fare di conto.

Il testo dello spettacolo è nato in seguito a due anni di ricerca sul campo, in cui abbiamo incontrato soggetti direttamente colpiti da disturbi cognitivi, ma anche docenti, genitori, studiosi. Il testo che ne è scaturito è semplice come una fiaba, e come una fiaba ha personaggi immediatamente riconoscibili (una madre, un figlio) e una struttura classica, in questo caso smontata a rimontata con salti temporali che tratteggiano cinquant'anni di vita. Da quando “il bambino era bambino”, nei favolosi anni Sessanta, fino ai giorni nostri, questa piccola storia d'amore è punteggiata di quegli ordinari strappi, di quelle incomprensioni e quei ritrovamenti, delle cadute e risalite, che riecheggiano nell'intimo di ogni esperienza umana.  Mentre il bambino si fa adulto e la madre, sempre più fragile, scivola lentamente via, i ruoli si invertono secondo la crudele organicità del ciclo vitale e l'uomo è costretto a riscoprire l'imperfezione più grave, che bilancia e compensa tutte le altre: il suo essere mortale. La scelta di una retrodatazione di qualche decennio consente di mettere a fuoco il problema all'epoca in cui comunità scientifica e società civile non avevano ancora scoperto la vera natura di tali problematiche, contribuendo a comprendere conflittualità e disagi che anche oggi continuano a colpire ambiti come scuola e famiglia, dove non tutti sono ancora preparati a comprendere tali “imperfezioni”.

La storia comincia dalla fine, dal momento del lutto di un uomo che in occasione della scomparsa della madre ripercorre gli snodi emotivi della sua relazione filiale, complicata dai disagi di un problema ancora ignoto. Una madre angustiata dal senso di colpa per aver compreso il figlio troppo tardi, la sua battaglia contro se stessa e i pregiudizi di una società inconsapevole, i dubbi, i nuovi modelli e gli orizzonti di una didattica che cambia fanno da sfondo ai primi faticosi passi del bambino. Madre e figlio sono le vittime di un macrocosmo costruito su regole astratte e inadeguate. Una storia d'amore che sconfina nell'epoca d'oro dell'innocenza e della possibilità, in cui la relazione con la madre non era mediata da dinamiche di stima, disistima e giudizio, ma espressione di un'organica tenerezza. Nonostante questo il centro del discorso appare inevitabilmente invertito quando il ciclo biologico interviene a rimescolare le carte, e il figlio si ritrova a dispensare cure e attenzioni a una madre diventata “imperfetta” e che per effetto delle degenerazioni legate all’età, ritorna bambina prima dell'inesorabile distacco. Il racconto procede attraverso continui salti temporali, sfidando le interpreti a una prova di abilità trasformistica più che estetica, esistenziale, a una ginnastica del cuore che ha già dato prova di straordinaria efficacia nei try out di letture e mise en espace, che hanno costituito le prime tappe del percorso creativo. Oltre alla naturale finalità divulgativa il progetto mira con forza a una riflessione più ampia sul rapporto che ogni essere umano ha con le sue imperfezioni e ha l'ambizione di schiudere allo spettatore un momento di arricchimento umano e di conoscenza individuale. La lezione di chi, partendo da uno svantaggio, identificando il problema e sviluppando strumenti adeguati ad affrontarlo, trasforma la rabbia in forza di volontà, ha portata universale.



BIGLIETTI

GRUPPO H:  Cronache del bambino anatra. Progetto gli imPERFETTI




prezzo unico€ 15,00


PARTNER EVENTO
Fondazione CRUP