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Quella che ieri era avanguardia: le età della musica contemporanea

ALDO ORVIETO pianoforte

Palcoscenico

venerdì 07/04/2017

Ingresso gratuito

Un programma rappresentativo di vari stilemi del Novecento: da Kagel (e il suo rapporto con il teatro musicale) a Sciarrino (estetica del ‘silenzio’ e del virtuosismo di ‘piccoli suoni’) per concludersi con il brano in prima assoluta di Roberta Vacca.

PROGRAMMA

FERRUCCIO BUSONI (1866-1924)
Meine Seele bangt und hofft zu Dir (Choralvorspiel) (1907)
Berceuse (1909)
(dalle Elegie)

MAURICIO KAGEL (1931-2008)
MM51”Ein Stück Filmmusik für Klavier” (1976) per pianoforte e metronomo

CLAUDIO AMBROSINI (1948)
Rondò di forza (1981)

GIUSEPPE VERDI (1813-1901)/Franz Liszt (1811-1886) Agnus Dei dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, Trascrizione per pianoforte di Franz Liszt,  2. Versione R270 SW437

SALVATORE SCIARRINO (1947)
Notturno Nr. 3 (1998)

ROBERTA VACCA (1967)
ORAL - Suite per pianoforte* (2017)

Ouverture

Rondeaux

Allemande 

Loure

*prima esecuzione assoluta

L’Ouverture è costituita da un'introduzione lenta, in un marcato ritmo puntato, seguita da un vivace movimento in stile fugato e una seguente ripresa del tempo lento iniziale. A volte, come in questo caso, costituiva il preludio a una Suite.

Il Rondeaux presenta un episodio fisso, o soggetto a lievi modifiche, che ritorna più volte ben riconoscibile. A questo si alternano altri episodi, a volte diversi per colore e carattere, dal ‘ritornello’.

L'Allemande è caratterizzata da tempo pari, stile processionale, andamento moderato e figurazioni ritmiche puntate, dette "alla francese".

La Loure presenta un andamento moderato in tempo composto e con un inizio in levare.

 

La scelta delle danze è stata dettata dalle iniziali del pianista della prima esecuzione (ORvieto ALdo). I pianisti hanno molto a che fare con queste forme di danza, per esempio affrontando lo studio bachiano. In questo ciclo di brevi composizioni ne emerge una reminiscenza con un carattere nuovo, ovviamente, del tutto personale, abbastanza vicino a quello di un’improvvisazione ‘scritta’, soprattutto nel primo e nell’ultimo brano, di stampo quasi jazzistico. Nei moduli in progressione, tipici di questo genere di scrittura, lo ‘sfasamento tonale’ che si genera tra le due voci (mano destra/sinistra) è un’oscillazione tonale voluta, tra l’accordatura dell’epoca bachiana (a 415, accordatura barocca) e il successivo temperamento equabile (a 440). A tale sfasamento si accompagna un’esplorazione dei vari registri della tastiera, in differenti combinazioni.

 

ALDO ORVIETO

Aldo Orvieto, dopo gli studi al Conservatorio di Venezia incontra Aldo Ciccolini, al quale deve molto della sua formazione musicale. Ha inciso oltre sessanta dischi per etichette come Dynamic, Stradivarius, Ricordi, Nuova Fonit Cetra, Naxos, Brilliant, Onyx Classic e registrato produzioni e concerti per le principali radio europee tra cui: BBC, RAI, Radio France, le principali radio tedesche e svizzere, la Radio Belga, la Radio Svedese. Si è esibito con orchestre quali la OSNR, La Fenice di Venezia, Comunale di Bologna, Arena di Verona, l’ORT di Firenze, l’Ensemble 2e2m di Parigi, Accroche Note di Strasburgo. Ha svolto intensa attività concertistica e discografica con i violinisti Luigi Alberto Bianchi, Felix Ayo, e Dora Bratchkova con i violoncellisti Arturo Bonucci e Luigi Piovano, con i pianisti John Tilbury e Marco Rapetti, con le cantanti Sara Mingardo, Monica Bacelli, Gemma Bertagnolli e Luisa Castellani. Ha partecipato a centinaia di prime esecuzioni assolute e gli sono state dedicate nuove composizioni da Claudio Ambrosini, Aldo Clementi, Azio Corghi, Luis De Pablo, Stefano Gervasoni, Luca Francesconi, Fabio Nieder, Salvatore Sciarrino; ha ricevuto lusinghieri consensi da alcuni dei massimi compositori del nostro tempo tra cui Luigi Nono, Goffredo Petrassi e Mauricio Kagel. Nel 1979 è stato tra i fondatori dell’Ex Novo Ensemble e, nel 2004, della rassegna concertistica Ex Novo Musica. Per Lorenzo Arruga “raro caso di pianista che guarda dentro la musica”; Matthew Connolly sul Times gli riconosce una maestria impressionante: “non dimenticherò il modo in cui Orvieto volgeva gli occhi per scrutare fin dentro l’inchiostro nero della partitura”. Enrico Fubini ha così apprezzato le sue interpretazioni di opere di Camillo Togni: “ho trovato la sua esecuzione perfetta sotto tutti i punti di vista e ciò che è più importante per un interprete ha saputo fare apprezzare in tutta la sua portata le composizioni di Togni, musicista che io amo molto, unendo grande delicatezza a grande energia e sapienza tecnica”.

Roberta Vacca - pianista e compositrice, docente di ‘Teoria, Ritmica e Percezione Musicale’ presso il Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila, dove ha compiuto anche i suoi studi musicali, oltre l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l’Accademia Chigiana. Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti Nazionali e Internazionali, compositrice residente presso la Mac Dowell Colony (U.S.A.), presso la Fondazione per le Lettere e per le Arti di Bogliasco e presso la Residenza d’Artista “Le Ville Matte”, ha al suo attivo diversi lavori, eseguiti in Italia e all’estero, presenti in raccolte e monografie discografiche di varie etichette. Suoi lavori sono pubblicati da Ars Publica, Twilight, MEP e RAI. Collabora con vari artisti per progetti sull’arte visiva. Nel 1995 ha fondato il Gruppo Teatrale Burattinmusica con cui cura produzioni basate sul teatro musicale di figura.

www.robertavacca.it