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BULL

di Mike Bartlett
traduzione di Jacopo Gassmann
regia e spazio scenico Fabio Cherstich
​con Linda Gennari, Pietro Micci, Andrea Narsi, Alessandro Quattro


Palcoscenico

martedì 09/05/2017
ore 20:45

mercoledì 10/05/2017
ore 20:45

Vendita biglietti da:
lunedì 13/03/2017


Tre dipendenti aspettano il capo, per sapere chi di loro sarà licenziato.

Nella lotta per la sopravvivenza nessun colpo è troppo basso: uno di loro finirà piegato come un toro nell’arena di questa pièce-macello. Fabio Cherstich, giovane regista già assistente di Filippo Timi e Andrée Shammah dirige Linda Gennari, Pietro Micci, Andrea Narsi e Alessandro Quattro, attori di alcune delle nostre recenti produzioni: ll malato immaginario, Ondine, Peperoni difficili e Il marito di Lolo. Mike Bartlett, classe 1980 è un giovane pluripremiato drammaturgo inglese, con all’attivo già una trentina di testi e drammi radiofonici per la BBC. Lo spettacolo Cock nel 2010, Carlo III e Bull nel 2015, si aggiudicano il prestigioso Laurence Olivier Award. Sempre con Bull, nel 2013 vince il premio come miglior spettacolo al National Theatre di Londra. Nel 2007 è Resident Dramaturg al Royal Court Theatre.

 

CHE BASTARDO QUESTO BULL…

(…) In uno spazio scenico che, giustamente, somiglia più a un’arena che a un ufficio, il processo di demolizione personale messo in atto dai due, che orgogliosamente si autodefiniscono dei predatori, comincia prima ancora che essi si trovino fisicamente gli uni di fronte all’altro, comincia quando uno di loro, avvertito della necessità di portare delle cartelline coi dati delle vendite, non lo comunica al collega, mettendolo in grave difficoltà. Poi c’è la ragazza, gelida, altezzosa, raffinata manipolatrice, che ne abbatte le difese con perfidi commenti sul suo aspetto fisico o sull’abito sbagliato, e il secondo uomo, subdolo, sfrontato, apertamente provocatorio, che lo trascina in impietosi confronti muscolari, e gli tende preventivamente tutte le trappole in cui il poveretto non potrà non cadere. Pensate che costui abbia qualche asso nella manica per ribaltare la situazione? Sperate che il mondo non possa essere tanto ingiusto da far sì che un disegno così perverso possa andare a buon fine? Non illudetevi: in un crescendo di sadismo, le due belve attueranno il loro progetto come previsto, scopertamente, dichiaratamente, quasi animate da una sorta di brutale franchezza nel modo esplicito e palese con cui realizzano i propri intenti, al punto che il capo stesso, d’altronde assolutamente indifferente, potrà solo prendere atto di una scelta già imposta dai fatti. E all’oggetto della loro sopraffazione esprimeranno persino un’ipocrita comprensione per il figlio che egli non sarà in grado di mantenere, e per il nuovo lavoro che mai più riuscirà a trovare. (…)

 

Renato Palazzi, www.delteatro.it/chebastardoquestobull

 

 

ANCORA DALLA STAMPA

 

“ (...) la regia lavora molto bene con gli attori, i bravi Linda Gennari, Pietro Micci, Andrea Narsi e Alessandro Quattro, disegnando percorsi recitativi acuminati e annientanti (...)”

Magda Poli - Corriere della Sera

 

“Spettacolo incisivo, tagliente, una bomba ad orologeria che non esplode ma implode, in modo silente ma devastante. La regia è esperta nel bilanciare pesi e contropesi di battute omicide. Gli attori bravissimi. Una stretta al cuore e allo stomaco per la veridicità della situazione.”

Raffaella Roversi - 2duerighe.com

 

“Lo sguardo è moderno, dal linguaggio, ai costumi, alla gestione dello spazio scenico (...) il ritmo rapido e incalzante. Efficace anche l’uso delle luci, lame affilate di led bianco che sottolineano la freddezza gelida, l’asetticità quasi chirurgica del perpetrarsi del piano diabolico dei due colleghi squali.”

Francesco Montonati - playmilano.it

 

“Lo spettacolo Bull (...) delinea con angosciante lucidità le derive di un mondo lavorativo sempre più selettivo. Bull è una storia di mobbing attualissima. La prova degli attori, tecnicamente impeccabile nei suoi dialoghi serrati, è agevolata da una drammaturgia manichea che, in nome di una ripartizione netta del male e del bene, cristallizza i personaggi in un ruolo fisso dall’inizio alla fine.”

Vincenzo Sardelli - klpteatro.it



BIGLIETTI

GRUPPO F: rassegna A tu per tu


InteroRidotto*Studenti**
settore unico€ 15,00€ 12,00€ 12,00